<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1952815582506517090</id><updated>2011-12-02T08:39:23.729-08:00</updated><title type='text'>Sintagma Bibliotheka Maris Pekten</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bibliotekargos.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1952815582506517090/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bibliotekargos.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Gennaro di Jacovo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14270593643206276787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-VtkMFpAAo3s/Ttj-0jzhF4I/AAAAAAAADJE/ltROXUj8Z4U/s220/Germani.bmp'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1952815582506517090.post-1170052598087581069</id><published>2009-05-01T07:27:00.000-07:00</published><updated>2010-03-15T04:10:53.493-07:00</updated><title type='text'> ekogramm@ ecologia grammaticale </title><content type='html'>§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikibooks.org/wiki/Grammatica_contestuale"&gt;***&lt;br /&gt;Grammatica contestuale&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://donapaideia.blogspot.com"&gt;gldj&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nuova Grammatica contestuale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. LA LINGUA COME  STRUMENTO DI COMUNICAZIONE: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le caratteristiche comuni agli uomini di tutte le regioni della Terra, troviamo l' uso della lingua e del linguaggio come strumento di comunicazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lingua parlata, il linguaggio o ‘parole’, è presente ovunque, mentre la lingua scritta, la ‘langue’,  è codificata e attestata solo in certi tipi e stadi di cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Con la nascita dell’alfabeto, o comunque di qualche  sistema di scrittura che inizialmente dobbiamo immaginare quale un sistema di segni che imitassero e raffigurassero oggetti o metafore di concetti e idee, ha inizio quella che si chiama ordinariamente epoca letteraria o storica, e che ricopre una fase sensibilmente breve della permanenza dell’uomo sulla terra.&lt;br /&gt;Va osservato anche che ogni animale, ogni oggetto dell’universo ha un suo modo di parlare, un suo linguaggio e forse addirittura un suo limitato alphabeto, ma l’uomo per fretta e superficialità quasi sempre ignora queste silenziose espressioni di linguaggi lontani, che a volte si fanno suoni veri e propri, come quelli degli animali, ben più intelligenti e sapienti di quanto si creda.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Occorre rispetto e amore per ogni linguaggio, altrimenti anche il nostro, che forse è il più complesso e artefatto proprio perché esprime un mondo interiore più lacerato e conflittuale, risulterà così vario, astruso e incomprensibile un giorno, come avvenne a Babele, che non riusciremo più non solo a capirci, ma neppure a intuire quale lingua parliamo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli animali, contrariamente a quanto si pensa, hanno un sistema di comunicazione efficace, vario ed unico per tutti gli individui di qualsiasi contrada e paese della Terra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In pratica hanno realizzato da sempre un vecchio sogno dell’uomo, quello della unificazione dei codici linguistici e del superamento della differenziazione linguistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l’uomo fu creato, immagina Dante, un grande poeta ma soprattutto un grande linguista, espresse la sua prima parola. &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gridò la sua riconoscenza a Dio, il suo ‘fattore’. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unire un significato astratto, la riconoscenza, ad un suono foneticamente articolato, il significante, arbitrariamente espresso, volontariamente e intenzionalmente formulato, volle dire creare l’elemento minimo complesso della lingua parlata, la parola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E questo si ripeterà sempre, ogni volta che un essere emetterà un segno a cui attribuirà un senso e un significato.&lt;br /&gt;Accadrebbe anche se fosse cieco e muto.&lt;br /&gt;Non per nulla quella che chiamiamo letteratura è stata creata da un cieco che forse neppure conosceva alfabeti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://gramatikus.blogspot.com"&gt;La mente, Mnemosyne e le sue figlie, le Muse, sono esse stesse alfabeto, poesia e oceano di idee, conoscenze e segni, che poi questi siano scritti i disegnati, è cosa probabilmente di un qualche interesse solo contingente.&lt;br /&gt;Cfr: Gramatikus &lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Riguarda la storia, le biblioteche, la letteratura e i libri, e qualsiasi altro mezzo più o meno apparentemente innovativo, che occupano solo l’ultimissima parte della vicenda umana, quella visibilmente caratterizzata anche dalla enorme e quasi sempre univoca e monopolare influenza dell’uomo sul contesto naturale esterno.&lt;br /&gt;Cfr: Bibliothekargos &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente all’atto primigenio e archetipico del parlare, che si pone in un tempo al di fuori del tempo e che quindi è quasi scoperto e creato da ogni parlante quando inizi ad usare il linguaggio,  una volta formato un insieme cospicuo di parole d’ogni tipo, è stato necessario formare un determinato lessico, una qualche sintassi e grammatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo solo da poche migliaia di anni si è trasformato in codice linguistico normativo e lessicale, in testi scritti in varie forme, in vocabolari, grammatiche e sintassi, in biblioteche e da poco in altri sistemi di scrittura digitale e computerizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambe furono privati della libertà, furono l’uno schiavo e l’altro esule, ma non si privarono mai della loro libertà della mente, della loro capacità intellettuale, della loro intelligenza. &lt;br /&gt;Questa era la loro Firenze e la loro Atene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;strong&gt; ALTRI SISTEMI DI COMUNICAZIONE USATI DAGLI UOMINI: &lt;br /&gt;La funzione centrale e principale di una lingua è quella di trasmettere  informazioni, cioè di svolgere una FUNZIONE COMUNICATIVA. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini però possono comunicare anche per mezzo di altri segni  linguistici: i gesti, le fumate degli indiani d'America, i tamtam delle tribù primitive, i cartelli della segnaletica stradale, le espressioni del volto etc…&lt;br /&gt;In linea di massima si può dire che qualsiai segno a cui si attribuisca un significato comprensibile può entrare a far parte di un sistema di segni suscettibile di un ordinanento convenzionale formando quindi un codice, con un lessico ed una sintassi, delimitato ad un gruppo di individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel gruppo che deliberatamente, ‘arbitrariamente’, ossia con un preciso atto basato sulla conoscenza e sulla convenienza, lo elegge, lo crea. lo forma e trasforma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un inguaribile economista potrebbe parlare di una sorta di ‘contratto informatico’, o comunicativo, di tipo linguistico.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un contratto senza testo scritto né compromesso, paradossalmente da rispettare a cose fatte, con la creazione di ‘codici’ lessicale e grammaticali che nascono quando il linguaggio è già divenuto lingua scritta, magari letteratura, e necessita di una sistematicità normativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa, una volta affermate le sue regole e la natura dell’errore, sorgente in qualche caso dell’evoluzione linguistica ma anche  limite, confine e fine delle competenze linguistiche, una volta stabilito il modo corretto dell’uso della lingua immancabilmente ne rappresenta anche in qualche modo un argine e freno alla ulteriore sempre imprevedibile trasformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3. LA DOPPIA ARTICOLAZIONE DEL LINGUAGGIO:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il linguaggio è una associazione di segni fonici o grafici significanti  univocamente combinati con i relativi significati (idee - oggetti): un “insieme", insomma, del tutto "arbitrario"  di simboli convenzionali ad ognuno dei quali viene associato  un preciso campo di significati.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simboli e  significati mutano, nascono e muoiono, come tutte le altre cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;  Come ogni oggetto, come ogni essere vivente, le parole hanno un loro corso vitale, nel quale è difficile anche riconoscere e distinguere la nascita dalla morte, tanto che spesso lessemi e fonemi ritenuti ‘estinti’ e abbandonati, gettati quasi nel dimenticatoio come un umile rifiuto, rinascono, rivivono e si riaffermano nel dominio linguistico, come risorti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ricorrente anche se misconosciuto fenomeno ci indica e ci insegna che in effetti non esistono in assoluto persone, cose e lingue morte, ossia nullificate e in eterno assenti e spente, perché esse, come gli uomini, rivivono nei figli, dormono apparentemente nel loro oblio e si risvegliano nell’uso e nella memoria affettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che è veramente importante, è come un seme sotto la neve e la terra, quasi ignorato e dimenticato ma pronto a farsi pianta e fruttificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che invece è già scoria e spazzatura, può rivivere e rinascere, essere rigenerato, come fa la Natura sempre con tutti, ed è sempre davanti a noi, in piena visibilità.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          Prendiamo  il messaggio  " DIVIETO DI SOSTA ".  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo dividerlo in tre  " parti ",  ognuna delle quali  può essere usata in altre occasioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- divieto-…di sorpasso  &lt;br /&gt;/  il libro…-di- Luigi  &lt;br /&gt;/  ho fatto una lunga …- sosta -.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre uno qualsiasi di questi "segni" linguistici può essere a sua volta diviso: diviet-o; questa forma di divisione del linguaggio in  unità  successive fornite di significato è detta &lt;strong&gt;PRIMA ARTICOLAZIONE DEL LINGUAGGIO&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ognuna delle unità individuate nella PRIMA ARTICOLAZIONE può essere divisa in unità più piccole PRIVE DI SIGNIFICATO. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio: "sosta" è formata da 5 unità: s-o-s-t-a, ossia da 5 FONEMI, ognuno dei quali fa distinguere questo segno da altri come p-osta, s-e--sta,  so–r-ta, sos-i-a,. Questa è la SECONDA ARTICOLAZIONE DEL LINGUAGGIO, con cui dividiamo le unità significative nei singoli suoni che la compongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'ATTO DELLA COMUNICAZIONE:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molteplici sono, come si è accennato, i tipi di comunicazione, ma noi ora ci interesseremo in prevalenza della comunicazione di tipo linguistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché avvenga una comunicazione linguistica  è indispensabile la presenza di una persona che parli o che scriva, innanzitutto, che sarà l' EMITTENTE, o mittente, o trasmittente, ossia la fonte stessa dell’atto linguistico, il creatore del messaggio con un grado più o meno alto di intenzionalità e di volontarietà, in quanto nei diversi tipi di letteratura possiamo rilevare in chi si fa autore la presenza più o meno vistosa di una personalità ispiratrice condizionante o di una qualche committenza umana o divina.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che  questa persona ‘autore’  dice  o scrive sarà il MESSAGGIO o DISCORSO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La persona a cui il   messaggio   è  destinato sarà il    DESTINATARIO,   o  RICEVENTE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché  vi  sia   "comprensione",    bisogna  che la   lingua   usata  di  chi parla (o scrive,   o telefona, o comunque trasmette)   sia conosciuta da chi  ascolta o legge.   &lt;br /&gt;Si  deve perciò usare un  CODICE   (il complesso  di "segnali" le"parole"  &lt;br /&gt;di un linguaggio  o d'una lingua) comune. &lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La COMUNICAZIONE, una volta  per così dire attivata dalla emissine di   un messaggio da parte del mittente,   può  essere  ostacolata da vari   fattori (rumori;  scarsa  attenzione del   DESTINATARIO   o   RICEVENTE;  una  precisa volontà di non entrare in  comunicazione  da parte del destinatario). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente la filosofia del linguaggio,  più che la grammatica,  studia ed esamina queste modalità che chiamerei glottosofiche, poiché riguardano   la conoscenza, la sapienza della e sulla lingua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            Schema 1 :                               &lt;br /&gt;     RUMORI  (esempio:  la lontananza;&lt;br /&gt;                            il chiasso nell'ambiente.)&lt;br /&gt;MITTENTE ... SEGNALE ... CANALE ... RICETTORE  …  MESSAGGIO&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;    (la persona che      (emissione          (vibrazioni     (apparato uditivo          (articolazione&lt;br /&gt;    parla - scrive)        di  suoni )         acustiche)       di  chi  ascolta)             di significati)&lt;br /&gt;                                                                                                                                                           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      CODICE  (la lingua parlata, come si-                                 &lt;br /&gt;        stema    di    simboli,       nei   quali  ad&lt;br /&gt;        ogni  SIGNIFICANTE  -suono/segno- &lt;br /&gt;        corrisponde  un      SIGNIFICATO –&lt;br /&gt;        concetto / idea  _________________)               &lt;br /&gt;                           &lt;br /&gt;                    ***                     ***                             &lt;br /&gt;      DESTINATARIO    &lt;br /&gt;      ( la persona che  riceve il MESSAGGIO&lt;br /&gt;       e    trasforma    i   SIGNIFICANTI   in &lt;br /&gt;      SIGNIFICATI   -   concetti  / idea ___ ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Schema 1 è riportato in G. BARBIERI, Le strutture della nostra lingua, La Nuova Italia, FI  1972, pag. 9. &lt;br /&gt;A. MARCHESE  in Didattica dell'Italiano e strutturalismo linguistico, Principato, Mi 1973, pagg. 23 segg., riporta il seguente schema, proposto da  R. JACOBSON  (Saggi di linguistica generale, Feltrinelli, 1966, p. 185):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CONTESTO&lt;br /&gt;MESSAGGIO&lt;br /&gt; ***  MITTENTE                                DESTINATARIO&lt;br /&gt;CONTATTO&lt;br /&gt;CODICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questi FATTORI della comunicazione, corrispondono le seguenti &lt;br /&gt;FUNZIONI del linguaggio, ossia diverse finalità d'uso del linguaggio:&lt;br /&gt;                        &lt;br /&gt;  INFORMATIVA&lt;br /&gt;  POETICA&lt;br /&gt;     EMOTIVA  O ESPRESSIVA&lt;br /&gt;              CONATIVA&lt;br /&gt;  FàTICA&lt;br /&gt;  METALINGUISTICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5) LA FUNZIONE DELLA LINGUA: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;quando una persona rivolge il discorso ad    un'altra, utilizza il linguaggio per diversi fini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio:  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mio fratello ha terminato il servizio militare e torna a casa questa sera"….. "Mi fa piacere questo, sono d'accordo"…… &lt;br /&gt;"Vieni questa sera a casa nostra”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamiamo "a", "b" e "c" rispettivamente le tre frasi.: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"a" informa d’un fatto avvenuto e d'un altro prossimo ad avverarsi; "b" reagisce esprimendo un parere personale; &lt;br /&gt;"c" esprime un invito, una esortazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo dire che ogni frase svolge una FUNZIONE tipica del linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*** &lt;br /&gt;*      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le   ‘ FUNZIONI ’   della lingua sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) INFORMATIVA,  o ‘referenziale’, tipica del discorso storico e scientifico: "informa";&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) ESPRESSIVA, esprime contenuti ‘soggettivi’ e personali, non fatti e dati informativi. Tipica del linguaggio dei "poeti" e di chiunque voglia comunicare emozioni, sensazioni, sentimenti, stati d’animo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) CONATIVA o imperativa, sollecita gli altri a compiere determinate azioni. Tipica del linguaggio giuridico, "profetico",  moraleggiante. Ve ne sono altre due, più specifiche e adatte a particolarissime situazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) FàTICA, per sollecitare l'attenzione di chi ascolta:  “mi sono spiegato?” – “Va bene?” – “Pronto!?" (al telefono…);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) METALINGUISTICA,  quando il discorso riguarda (come ora) la lingua stessa, la definizione delle parole: è il linguaggio delle "grammatiche" e dei vocabolari.&lt;br /&gt;Infine, v'è una specialissima funzione, propria di chi tende a concentrare la comunicazione e l'espressione sulla "forma" dell'enunciato, sul fattore STILE. E' la funzione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)    POETICA, tipica della poesia.&lt;br /&gt;CLASSIFICAZIONE DEI  FONEMI  USATI  IN  ITALIANO:&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCHEMA  2         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;POSIZIONE DELLE LABBRA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Distese      a      arrotondate&lt;br /&gt;è            ò&lt;br /&gt;e                         o&lt;br /&gt;i                                     u&lt;br /&gt;                        anteriori                                                   posteriori&lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE VOCALI:  &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando pronunciamo le vocali, vibrano le corde vocali. &lt;br /&gt;La diversità dei suoni dipende dalla posizione della lingua nella bocca o dalla forma delle labbra.   &lt;br /&gt;Per le vocali  i ,  è  ( e chiusa) ed  è ( e aperta )  viene tenuta più alta la parte anteriore della lingua.  Per  a,  la lingua resta distesa.&lt;br /&gt;Per  ò ( o aperta ),  o  (o chiusa ) ed  u, viene tenuta più alta la parte posteriore della lingua .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alle labbra, esse sono arrotondate per la pronuncia della  ò , e della  u -   sono in posizione intermedia per la  a  e sono distese per la  è ,la  e  e  la   i .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE CONSONANTI:&lt;/strong&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dividono in SORDE e SONORE.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono " SONORE " quelle che si pronunciano con vibrazione delle corde vocali : B; D; G; V; S (sonora); Z (sonora ); G ( palatale ); M;  N; GN; L;  GL (palatale ): R. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono  " SORDE " quelle che non comportano  vibrazione  delle  corde vocali:  P; T; C ( velare );  S; (sorda ); Z; ( sorda ); C; ( palatale ); SC; ( palatale ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure, in relazione al LUOGO di articolazione, si dividono in:&lt;br /&gt;LABIALI :  P; B; M  (bilabiali ) - F; V ( labiodentali).&lt;br /&gt;DENTALI : T; D; N; L; R; S; Z;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PALATALI : C; palatale ( c + e/i);  G;  palatale (g + e/i); SC; palatale (sc + e/i) GL; palatale (gl + i; gli + a , e, o, u) ; GN; palatale (gn + a, e, i, o ,u).&lt;br /&gt;VELARI : C; velare (c +a, o, u - c+ consonante; ch + e ,i;  Q; (u) +a, e, i, o).&lt;br /&gt;Infine, secondo il MODO  di articolazione, si dividono in:&lt;br /&gt;OCCLUSIVE: p;  b; m; (bilabiali) - f; v (labiodentali) - t; d (dentali) - c; g (velari).&lt;br /&gt;AFFRICATE: z (dentale) - c, g (palatali).&lt;br /&gt;SIBILANTI: s, z (dentali) – gl (palatale).&lt;br /&gt;FRICATIVE: F,V (LABIODENTALI).&lt;br /&gt;LIQUIDE: r, l (dentale) – g l (palatale).&lt;br /&gt;NASALI: m (bilabiale) – n (dentale) – gn (palatale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la " h " è solo un "grafema", cioè un segno grafico, e non un fonema, ossia un suono vero e proprio. Distingue i suoni velari ‘ c ’  e ‘ g ’ davanti ad  ‘ e ’ ed  ‘ i ’ .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                 Suono  velare .. : casa, gatto - china, ghisa.&lt;br /&gt;                 suono   palatale : cena, gesso - Cina, Gino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;strong&gt; DIVISIONE IN  SILLABE: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni sillaba contiene almeno una vocale.   &lt;br /&gt;Una parola può essere, in base al numero delle sillabe:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; -     monosillaba…………………….una sillaba  (re, bar, per, di, a, da)&lt;br /&gt; -     bisillaba………………………...due sillabe  (mon - te;    ar –t e)&lt;br /&gt; -     trisillaba……………………...tre  sillabe  (pe – co - ra;  r  e – gi - na)&lt;br /&gt; -     quadrisillaba……quattro sillabe  (vo - g a - to -re;    a – ma – to - re;)&lt;br /&gt; -     polisillaba……………... più di 4 sillabe    (in – ve – sti- - ga – to - re )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NORME PER LA DIVISIONE IN SILLABE:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni consonante FA SILLABA CON LA VOCALE CHE SEGUE. &lt;br /&gt;Per esempio:  ma - re;&lt;br /&gt;Le consonanti doppie si dividono: gat –t o; car - ro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si hanno gruppi di consonanti, la prima fa parte della sillaba che precede, le altre della sillaba che segue:  con – so – nan - te.&lt;br /&gt;Fanno eccezione i gruppi di consonanti con cui può cominciare una parola: ..….    ma –e – stro;    stro –fa ;    ri -splen -  de - re;     splen - den – te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DITTONGHI:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I gruppi di vocali fanno DITTONGO quando si pronunciano con una sola emissione di voce:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UO  - mo;   VIE - ni;    AU - to.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si pronunciano separatamente, si ha uno IATO:  &lt;br /&gt;spi  - a - re;   le – o -  ne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DITTONGO = i \ u + VOCALE: &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno IATO si forma anche fra a, e, o + u \ i  quando ‘u’ oppure ‘i’ sono accentate: pa-ù-ra; vì-a; e nei DERIVATI DI TALI PAROLE:  pa-u-ro-so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) L'ACCENTO: quando si pronuncia una parola, si mette in rilievo una sillaba. Questa intonazione più energica è detta  ACCENTO.&lt;br /&gt;                    &lt;br /&gt;                           &lt;br /&gt;In base all'accento le parole sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;TRONCHE      :      accento sull'ultima sillaba: .......   virtù&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;PIANE        :      accento sulla penultima sillaba  ...   vedére&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;SDRUCCIOLE   :      accento sulla terzultima sillaba ....  àlbero&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;BISDRUCCIOLE :      accento sulla quartultima sillaba ...  òrdinano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere l' ACCENTO si segna solo SULLE TRONCHE e sui seguenti MONOSILIABI: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     è, né, sé, sì, di', dà, là, lì',         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per distinguerli dagli   o  m  o  g  r  a  f  i  &lt;br /&gt;  ( omografo:  che si scrive nello stesso  m  o  d  o  ) :  e, ne, se, si, da, di, li, la..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;8) L'ENUNCIATO O PERIODO:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Tuo padre dice che partirà alle tre. Vado con lui.&lt;br /&gt;2. Tuo padre dice che partirà alle tre.&lt;br /&gt;3. Vado con lui.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt; n.. 1.= DISCORSO; N. 2. e 3.= ENUNCIATI o periodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;4.     Che caldo fa qui dentro!  Non si potrebbe aprire un poco la finestra?&lt;br /&gt;5.     Che caldo fa qui dentro!&lt;br /&gt;6.     Non si potrebbe aprire un poco la finestra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      La frase n. 4 è un  DISCORSO; le n.5. e 6. sono  ENUNCIATI  o  periodi.&lt;br /&gt;I segmenti in cui si può suddividere un discorso ( 1. e 3. ), secondo i criteri dell' INTONAZIONE e della possibilità di inserire una pausa tra un segmento e un altro, si possono chiamare ENUNCIATI o PERIODI ( 2..-  3.-  5. e 6.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;9) L'INTONAZIONE&lt;/strong&gt;: &lt;br /&gt;           i tipi dell' INTONAZIONE sono tre: affermazione, esclamazione e domanda.  Nelle frasi 2.. e 3. ‘cade’ alla fine dell'enunciato ed esprime affermazione. Nella 5. indica esclamazione. Nella 4. interrogazione o domanda.  Nelle frasi 2.. e 3. troveremo un punto fermo : ‘ . ’ - a fine enunciato; nella 5. un punto esclamativo; ‘ ! ’ -; nella 6..un punto interrogativo; ‘ ? ’  - .&lt;br /&gt;I segni d'interpunzione ( . /punto;  , /virgola;   ;  /punto e virgola;   :  /due punti;  ….) sono simbolo grafici che servono ad indicare  pause  e  diverse intonazioni a  proposizioni e  periodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PUNTO segna una pausa marcata e separa due periodi o due proposizioni:  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; …   ‘Ei fu. Siccome immobile  …’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La VIRGOLA indica una breve pausa e può essere usata: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a.per isolare un vocativo: "Stai tranquillo, Luigi, verrò appena è possibile"; b. per isolare un'apposizione con aggettivi e complementi: ‘Dante, il grande  poeta fiorentino, fu esiliato’; &lt;br /&gt;c. per dividere due enunciati: ‘E' vero, non partì’; d. per separare le parole in un elenco (enumerazione): ‘l'aria era limpida, chiara, fresca’.&lt;br /&gt;Il PUNTO E VIRGOLA indica una pausa più lunga, rispetto a quella indicata dalla virgola, fra due frasi che si vogliono unire tra loro. &lt;br /&gt;Segna perciò una pausa APERTA nel contesto dello stesso periodo e della stessa proposizione: ‘la situazione era difficile; per questo decisi di rimanere’.&lt;br /&gt;I DUE PUNTI indicano che il periodo che segue spiega quello precedente. Possono precedere una enumerazione, un elenco. Sono d'obbligo per introdurre un DISCORSO DIRETTO ( riportato fra "virgolette"). &lt;br /&gt;Per es.: ‘ Giuseppe si alzò e disse: "Tranquillizzati, sistemerò tutto!"  ’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DEFINIZIONE DELL'ENUNCIATO: &lt;br /&gt;l' enunciato è un segmento di un discorso, contrassegnato da una particolare INTONAZIONE e seguito ( nonché preceduto ) da una PAUSA prolungabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10)   IL DISCORSO,  quindi,  si divide in  ENUNCIATI . &lt;br /&gt;        Questi  in PAROLE   o ‘MONEMI ' .&lt;br /&gt;        Queste si dividono in morfemi  come:  LUP - o;  GATT – o&lt;br /&gt;        che sono le  UNITA' GRAMMATICALI   MINIME .&lt;br /&gt;              (Giovanna BARBIERI, op. cit.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  1). Con ………………………       un morfema   =  parola monomorfemica &lt;br /&gt;  2). Caten-a ……………………     due morfemi  =     "      polimorfemica&lt;br /&gt;  3). Con-caten-are ……………       tre         "       =      "            "       "&lt;br /&gt;  4). Con-caten-at-o……………..     quattro    "     =      "            "       "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più precisamente una parola si divide in queste parti : &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prendiamo =     parola  o  monema  di  nove grafemi (lettere) o fonemi (suoni) &lt;br /&gt;- prend  =  monema radice,  LESSEMA  (parte significante) o morfema lessicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- iamo   =  monema grammaticale ('desinenza’ o ‘terminazione’,  in certi casi) oppure MORFEMA GRAMMATICALE, ossia  INDICATORE  della  'forma' della  PAROLA:  maschile, femminile, singolare, plurale, persona per il verbo, in questo caso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi per le parole, o MONEMI,  soggette a variabilità nella parte finale, si riconoscono più parti. Una - centrale - indica significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le altre- finali, indicano il genere, il numero, in certe lingue il CASO, o,  per i verbi,  il numero e la persona . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi   sono   ‘morfemi’ ,   e mutano la  ‘FORMA’  (SIGNIFICANTE),  non  la  'SOSTANZA'  ( SIGNIFICATO). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono il 'vestito', o la ' maschera'  delle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;MORFEMI&lt;/strong&gt; anteposti, ossia situati all'inizio del monema, prima del LESSEMA, sono dei prefissi. (particelle 'messe prima del tema’ ). &lt;br /&gt;Per esempio:   con - catenare ; per - correre ... .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL &lt;strong&gt;MORFEMA LESSICALE&lt;/strong&gt; comune, ossia il LESSEMA, portatore del SIGNICATO  BASE,   rappresenta  la  parte     -    il nucleo    -     della parola  &lt;br /&gt;(  monema  )  che resta dopo aver tolto prefissi e suffissi   ( morfemi grammaticali ),   ed è la  RADICE  della parola (talora coincide con il TEMA, in casi particolari ). &lt;br /&gt;I MORFEMI aggiunti  alla radice  si dicono 'suffissi' con termine generico . Per esempio: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corr- &lt;br /&gt;Ent-&lt;br /&gt;-e- &lt;br /&gt;Mente &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radice&lt;br /&gt;e  tema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morfema&lt;br /&gt;lessicale&lt;br /&gt;o&lt;br /&gt;lessema&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Morfema&lt;br /&gt;Vocale&lt;br /&gt;Gramm.le.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;marca Eufonica &lt;br /&gt;Morferma  gramm.le&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marca  \  desinenza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema 3   &lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;                                                                    &lt;br /&gt;PER &lt;br /&gt;CORR &lt;br /&gt;ERE&lt;br /&gt;               &lt;br /&gt;                  &lt;br /&gt;     PREFISSO &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;               o monema    &lt;br /&gt;            grammaticale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       Morferma&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;(greco:morphè ... forma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;         &lt;strong&gt;RADICE &lt;/strong&gt; o monema lessicale     &lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;lessema  (=greco semàino ... significo; * lèksis ...  discorso)                  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SUFFISSO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;       o   monema&lt;br /&gt;       grammaticale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morfema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(  morphè ... forma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      &lt;strong&gt; 11) LE DESINENZE :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I morfemi- suffissi contribuiscono, come si diceva prima,  a   DIFFERENZIARE &lt;br /&gt;le CATEGORIE  grammaticali :  NUMERO – TEMPO -  PERSONA -  MODO     e  GENERE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; nota:  &lt;br /&gt;  ... se il  SUFFISSO si unisce direttamente alla  RADICE  (lessema) , la parola può dirsi  PRIMITIVA .  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Se si unisce alla  radice  dopo un altro suffisso ( moferma grammaticale ),   la parola si dice DERIVATA .&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Per le osservazioni su "lessemi",  "morfemi grammaticali”,  ”morfemi lessicali" e  "monemi"  vedi:  A. MARTINET,  Elementi di linguistica generale, Universale,  Laterza, Bari 1977, 1.9  pag. 23 e  4..20  pag. 137 e:  A. MARCHESE - A. SARTORI,  Il segno il senso - Grammatica Moderna della lingua italiana, Principato Editore MI 1975, pag. 33 .&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;12 * I SINTAGMI  O GRUPPI  -  NOMINALI / VERBALI  E   &lt;br /&gt;        PREPOSIZIONALI :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;In un ENUNCIATO possiamo chiamare "SINTAGMA” (greco syntàksis ... composizione, cfr. syntàsso ... dispongo in ordine syntàksis ... sintassi, disposizione ordinata, in linguistica vale:messa in ordine metodica degli elementi  d'un lingua)oppure “GRUPPO” NOMINALE (GN) ogni agglomerato (gruppo) di parole formato dall’ ARTICOLO (o DETERMINANTE) + NOME, dall’ARTICOLO + AGGETTIVO + NOME, oppure ARTICOLO + NOME + AGGETTIVO (DETERMINANTE o MODIFICANTE), o dal solo NOME (GN).&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo chiamare SINTAGMA o GRUPPO VERBALE ogni gruppo di parole formato dal VERBO + ARTICOLO + NOME, dal VERBO + GRUPPO NOMINALE o PREPOSIZIONALE oppure infine dal solo VERBO  (GV).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            &lt;br /&gt;-   il pioppo   &lt;br /&gt;-   il verde pioppo    &lt;br /&gt;-   il pioppo verde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;determinante \ nominale  &lt;br /&gt;- determinante \ modificante \ nominale&lt;br /&gt;- determinante \ nominale \ modificante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*  il   modificante   in questo caso è  ‘lessicale’,  poiché modifica proprio in  senso lessicale, apportando una direzione precisa al significato del nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;chiameremo  SINTAGMI   I GRUPPI DI PAROLE, COLLEGATE DAL   &lt;br /&gt;     SENSO  E  DISPOSTE SECONDO LE  REGOLE DELLO  STILE,  che  &lt;br /&gt;     trovano nel   VERBO    il  loro   “nucleo  logico, sintattico  e   semantico  &lt;br /&gt;     centrale” . &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. s.  =  GN + GV  =  A(D) + N + V + A(D ) +N&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contadini   ............... = GN (=A+N)&lt;br /&gt;Abbattono un pioppo  ........ = GV (=V+GN2) = (V+A(D)+N)&lt;br /&gt;Abbattono  .................. = VERBO (VERBALE)&lt;br /&gt;Un pioppo   ................. = GN2 (=A(D)+N)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GN1 = i contadini = "soggetto" - GN2 =un pioppo = "complemento oggetto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema N. 4 :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Phrase marker = indicatore di frase&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                    F&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  GN1&lt;br /&gt;                         GV                                                          &lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;  D&lt;br /&gt;                                N         V                              GN2                            &lt;br /&gt;                                                                                                                                                                                                          D                     N&lt;br /&gt;  i                                                  contadini                 abbattono                                un             pioppo &lt;br /&gt;DET.                                                        NOME               VERBO                              DET        NOME                                                                    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ART.                                               NOMINALE                                                          ART.   NOM.LE        &lt;br /&gt;                               G.N.1                                    _        _   VERBO                                           GN2____              &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DET.(ART)                     +                      NOME               VERBO         +          DET(ART)  +  NOME&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;FRASE    SEMPLICE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiameremo  SINTAGMA  o GRUPPO  PREPOSIZIONALE  quell’insieme di parole, collegate dal senso e concordanti fra loro, che siano rette da una    preposizione.    &lt;br /&gt;In pratica un  ‘complemento indiretto’.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale sintagma o gruppo ‘preposizionale risulta formato da: &lt;br /&gt;PREPOSIZIONE (FUNZIONALE) + GN e rappresenta una ESPANSIONE, poiché  amplia e arricchisce la presenza “semantica” di un monema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(parola: nome, verbo, aggettivo-modificante) nella frase).&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     **&lt;br /&gt;*     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Nota bibliografica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://gramatikus.blogspot.com"&gt;Per tutte queste definizioni vedi: G. DEVOTO,  Avviamento alla etimologia italiana, Dizionari   Le Monnier e:     J. DUBOIS  - M. GIACOMO  - LOUIS  GUESPIN  - C. MARCELLESI  -  J.P.NEVEL , Dizionario di linguistica  -  Ed. Zanichelli.&lt;br /&gt;E ancora,  per la parte sulla grammatica trasformazionale: F. VANOYE, Usi della lingua, Manuale di italiano per le Scuole Medie Superiori, Società Editrice. Internazionale TORINO&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per gli insegnanti, sono utili: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikibooks.org/wiki/Grammatica_contestuale"&gt;E.Cavallini Bernacchi, L'insegnamento della lingua, Il punto emme  edizioni , Milano  -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N. Chomsky,  Le strutture della sintassi, Universale Laterza., Bari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gennaro di Jacovo, Grammatica contestuale, Estetica contestuale, linguistica contestuale, Wikibooks&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Utili sono i volumi di G. MOUNIN: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guida alla linguistica, Guida alla semantica e Storia della linguistica (2 voll.), tutti della UE Feltrinelli  (n. 626  -  713   e  576/635 della collana ), nonché Didattica dell'Italiano e Strutturalismo linguistico, di A. MARCHESE, Principato).&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema  5:  &lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;                                                          Phrase maker ( con GP = ESP )&lt;br /&gt;                                                                       F&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                  GN1                         GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;           D                              N                      V                                GP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                &lt;br /&gt;                                                                   P                                            GN2&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                                                                                       &lt;br /&gt;                                                                                                D                    N&lt;br /&gt;                                                                                                                          &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   un                 uomo             corre             per             la                 strada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui il GN 1 è il SOGGETTO – il GN  2 è  il GRUPPO NOMINALE che, con la PREPOSIZIONE,  forma il GRUPPO  PREPOSIZIONALE  (C0MPLEMENTO DI  MOTO PER LUOGO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: gli AVVERBI.  Possono avere la stessa funzione dei GP:  ad esempio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                      il treno                 correva               a gran velocità&lt;br /&gt;                         GN                       V                GP&lt;br /&gt;                      ______                                                         GP =  prep\agg\nome&lt;br /&gt;                                                                                                    = funzionale\modificante\ nome&lt;br /&gt;        ____________________             ___________ _______________&lt;br /&gt;                         GN                                GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella frase possiamo SOSTITUIRE  il  GP   “a gran velocità”   con l’avverbio  “velocemente”.&lt;br /&gt;Le preposizioni, con le congiunzioni e il pronome relativo, possono chiamarsi &lt;br /&gt;funzionali, o indicatori di funzione,&lt;br /&gt;perché collegano, mettono in relazione, indicandone appunto la ‘funzione’,  &lt;br /&gt;GN con un verbo o GN con  GP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( preposizione) o GN, GP e frasi tra loro (congiunzione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pronome relativo funge da “raccordo” fra sintagma predicativo principale ed una subordinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nomi rientrano nella categoria dei nominali,&lt;br /&gt;i verbi in quella dei verbali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli articoli appartengono alla categoria dei determinanti o determinativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Aggettivi e avverbi a quella dei modificanti, perché modificano, precisano il senso di un nominale o di un verbale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I verbi essere e avere ausiliari, i verbi servili e fraseologici sono modalità perché precisano un rapporto logico fra GN 1 / 2 e modificante nominale (nome del predicato) o fra GN 1 / 2 e verbale.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;  ****&lt;br /&gt;*          &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                 &lt;strong&gt;   Seconda parte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) La subordinazione: l’aggettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;            Esaminiamo la frase:             un   grande  albero   fu abbattuto&lt;br /&gt;                                                                             GN                    GV&lt;br /&gt;                                  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                           &lt;br /&gt;                                                             un frondoso albero   fu abbattuto&lt;br /&gt;                                                                             GN                    GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘grande’  e  ‘frondoso’&lt;br /&gt;sono espansioni, ovvero subordinati o dipendenti concettualmente di ‘un albero’, che è il centro del GN, infatti possiamo eliminare questi due aggettivi o attributi, che sono determinanti o modificanti lessicali, mentre gli articoli sono determinanti grammaticali poiché accompagnano il nominale collocandolo grammaticalmente, senza modificare il significato, senza turbare la struttura della frase.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)     La subordinazione: sintagmi ‘centro’ e sintagmi ‘subordinati’.&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          Esaminiamo la frase:     &lt;br /&gt;        Un  aereo incredibilmente grande   volava a velocità supersonica      &lt;br /&gt;        __   ___   ____________     _____    _____   __________________       &lt;br /&gt;       DG      N           D(M)              DL          V                    GP&lt;br /&gt;        ___________________________       _______________________   &lt;br /&gt;                &lt;br /&gt;              Gruppo Nominale                           ___  Gruppo Verbale&lt;br /&gt;                                                Frase semplice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Incredibilmente’ è subordinato di ‘grande’, determinante lessicale, che a sua volta è subordinato di ‘aereo’. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…   …&lt;br /&gt;La funzione di questi ‘subordinati’ è quella di arricchire e completare il senso della parola a cui si riferiscono, allargandone, “espandendone” il campo semantico, oppure indirizzandole e precisandolo in determinate direzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se diciamo:  &lt;br /&gt;un aereo             di linea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il GP  ‘di linea’  è subordinato del GN ‘un aereo’:   è una sua ‘espansione’,   perché ne  delimita, ne precisa, ne espande il significato in una direzione determinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intensità semantica del GP ‘di linea’ si dirige sul GN ‘un aereo’.&lt;br /&gt;Avverbi, aggettivi, gruppi preposizionali sono perciò dei subordinati, delle espansioni dei GN, dei verbali, dei determinanti lessicali(aggettivi). &lt;br /&gt;Ossia: avverbi, aggettivi e GP sono espansioni, subordinati di GN, oppure di verbi e di aggettivi (verbali e modificanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)  Il soggetto:   in un enunciato può essere posto un GN il cui nome è legato al verbo nel numero e nella persona. Tale nome, se si tratta di un nome, perché può essere un monema appartenente ad altre categorie, un aggettivo, un verbo,, un avverbio, un articolo e così via,  è il soggetto del verbo. &lt;br /&gt;Si parla del sintagma che chiamiamo ‘gruppo nominale 1’ (GN1). Di solito mettiamo in italiano questo gruppo prima del verbo, ossia rendiamo una parola protagonista della frase e la leghiamo al verbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In taluni casi, come nell’ anacoluto  ( dal greco senza collegamento ) , in cui il GN2 (il complemento oggetto comunemente detto) precede il GN1 (soggetto), che però riafferma la sua natura di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘ protagonista ’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riagganciandosi con un pronome (nominale sostitutivo) al GN2. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio:&lt;br /&gt;… Coloro che tramontano  (GN2),  io li (pronome =  nominale sostitutivo)&lt;br /&gt;amo con   tutto il mio amore: perché passano all'altra riva  … …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( F. NIETZSCHE,  Also  sprach  Zarathustra, Adelphi  a.c. G. Colli, pag. 244 ) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa frase il GN1 (=soggetto) è il pronome personale ‘io’. &lt;br /&gt;Un pronome  sostituisce un nome, ed è quindi un nominale sostitutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase è una trasformazione della frase complessa: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono Zarathustra ed amo … coloro che tramontano  … con tutto il mio amore … perché passano all'altra riva  ( perché passano all’altra riva = frase subordinata – ESPANSIONE  FRASE CAUSALE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pronome relativo (indicatore di funzione) " CHE "  collega due frasi subordinandone una: &lt;br /&gt;quelli tramontano &lt;br /&gt;quelli passano all'altra riva &lt;br /&gt;Zarathustra ama&lt;br /&gt;Io sono Zarathustra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io amo quelli …. amo quelli che passano …. all'altra riva.&lt;br /&gt;….  Amo quelli che tramontano …. Perché passano all’altra riva .&lt;br /&gt;“ PERCHE’ ”  è  ‘CONGIUNZIONE’.  &lt;br /&gt;Indica una funzione causale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un  INDICATORE DI FUNZIONE e come tutte le "congiunzioni" subordinative,  INTRODUCE UNA SUBORDINATA  ( la ESPANSIONE FRASE corrisponde ad una  ESPANSIONE  "complemento" , ma  CONTIENE  -  in più  -  UN VERBO  ) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ESPANSIONI COMPEMENTO sono introdotte da funzionali preposizioni e sono  Gruppi Preposizionali  .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le  ESPANSIONI  FRASE  sono introdotte da  &lt;br /&gt;CONGIUNZIONI SUBORDINATIVE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le altre congiunzioni - quelle coordinative - servono a collegare tra loro  frasi semplici (indipendenti, primarie, principali) o frasi\espansione (subordinate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla frase:     &lt;br /&gt;                                                       &lt;br /&gt;                                                 un cane    salta un fosso….&lt;br /&gt;                                                         &lt;br /&gt;                                                            GN1               GV     &lt;br /&gt;                                                           D+N &lt;br /&gt;                                                                                    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                               V        GN2&lt;br /&gt;                                                             &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                    D+N           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8Q9xgX-qI/AAAAAAAACZo/xSOj3uYfd1E/s1600-h/paper_etto.bmp"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8Q9xgX-qI/AAAAAAAACZo/xSOj3uYfd1E/s400/paper_etto.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977539512924834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QvWur0lI/AAAAAAAACZg/o5DGAtoqFWc/s1600-h/DSC00177.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QvWur0lI/AAAAAAAACZg/o5DGAtoqFWc/s400/DSC00177.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977291807019602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    “ un cane “ è  SOGGETTO.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il significato della parola " cane ” è il&lt;br /&gt;"protagonista" della frase, che fa da&lt;br /&gt;“ teatro contestuale ”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a dire:&lt;br /&gt;un fosso salta un cane ….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suona strano ed assurdo. &lt;br /&gt;Ma non in un contesto diverso. &lt;br /&gt;In una fiaba, sarebbe "possibile". Non nella vita quotidiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***   In latino, o in greco si può mettere il GN2 (compl.oggetto)&lt;br /&gt;           prima del verbo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché i casi  permettevano di conservare il senso complessivo e lo dirigevano logicamente nella frase.&lt;br /&gt;In latino posso dire: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lupus hominem est   /  hominem lupus est   / est hominem lupus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà sempre il lupo a nutrirsi, in questo tipo di indicazione.&lt;br /&gt; (Fs=Frase semplice=GN+GV).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘Est’, in latino, vale anche ‘divora, mangia’, non solo ‘è, esiste …’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era l’accusativo ‘hominem’ che diceva ai ‘latini’ quale dei due significati dare al verbo, in questo caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il soggetto compie l'azione …. Questa non è una affermazione giusta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dico: …. &lt;br /&gt;L'uomo è mangiato dal lupo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  - comprendo che "l'uomo" non compie, anzi, è "vittima" dell'altrui azione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia permesso qui osservare che la retorica delle pecore ‘miti’, dei lupi ‘cattivi’ e dell’uomo sempre ‘vittima’, ma molto bene armata, ha portato in realtà all’estinzione del lupo, animale nobile, intelligente e socialmente elevato, nonché capace di linguaggio, ed al proliferare indiscriminato degli ovini e degli umani, frenato con sistemi che non è comunque da ‘homo gramaticus’ spiegare, anche per evitarne l’uòteriore diffusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8RGnRzrsI/AAAAAAAACZw/w9tUIXAWDsY/s1600-h/Maks.bmp"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 248px; height: 163px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8RGnRzrsI/AAAAAAAACZw/w9tUIXAWDsY/s400/Maks.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977691386293954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8Q9xgX-qI/AAAAAAAACZo/xSOj3uYfd1E/s1600-h/paper_etto.bmp"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8Q9xgX-qI/AAAAAAAACZo/xSOj3uYfd1E/s400/paper_etto.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977539512924834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QvWur0lI/AAAAAAAACZg/o5DGAtoqFWc/s1600-h/DSC00177.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QvWur0lI/AAAAAAAACZg/o5DGAtoqFWc/s400/DSC00177.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977291807019602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QjBGnPXI/AAAAAAAACZY/0GT7kcCabSs/s1600-h/DSC00173.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8QjBGnPXI/AAAAAAAACZY/0GT7kcCabSs/s400/DSC00173.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304977079843372402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;Se dico: Don Abbondio è vile - Don. A. "compie".&lt;br /&gt;Se dico: Don Abbondio fu minacciato - Don. A. non è "attore" del senso dell'azione. Lo è solo "grammaticalmente". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il protagonista , la "parola" (Nome proprio, qui), messa in rilievo, proposta dall'attenzione dell'ascoltatore/lettore/RICEVENTE  (destinatario del MESSAGGIO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=gramkartaut&amp;meta=&amp;rlz=1W1GGLD_it&amp;aq=f&amp;oq="&gt;Quindi diremo che il GNI (SOGGETTO, secondo la tradizione tassonomica grammaticale) è quella parola che viene MESSA IN RISALTO, in evidenza, quale PROTAGONISTA della frase ( ...’teatro contestuale’ ), e che concorda con il verbo.&lt;br /&gt;Cfr: Gramkartaut&lt;br /&gt;Ksantomo&lt;br /&gt;Gramkartaut su Wikio&lt;br /&gt;Ksantmo &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo, ove il soggetto sia espresso. &lt;br /&gt;Ossia quando la frase non sia imperniata su un verbo, o un'espressione, IMPERSONALE (piove ….  è giusto fare così …. ) oppure quando il soggetto non sia sottinteso.  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;2) Le frasi: possiamo dividere ogni enunciato (periodo e discorso fra due punti) in parti corrispondenti ciascuna ad un GRUPPO VERBALE accompagnato da sintagmi (GRUPPI) NOMINALI  e PREPOSIZIONALI  SUBORDINATI  (dipendenti) e comunque legati ad esso. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3) Chiamiamo FRASE ognuna di queste parti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE FRASI  sono unite da&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONGIUNZIONI  COORDINANTI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( INDICATORI DI FUNZIONE COORDINATA ),  se unisco frasi semplici fra loro: di notte dormo e sogno  (= due frasi semplici unite, coordinate = FRASE COMPOSTA…. ) o &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SUBORDINANTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se unisco uno o più  SUBORDINATE  (dipendenti, secondarie) a una FRASE SEMPLICE CHE FA DA REGGENTE / PRINCIPALE / INDIPENDENTE / PRIMARIA …. di notte dormo e sogno …. ‘Perché amo riposarmi pensando’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Perché ”  è un "indicatore di funzione",  introduce una subordinata che arricchisce il "senso" della PRINCIPALE  (di notte dormo)  coordinata con l'altra frase semplice (anche "principale", ma aggiunta)….’e sogno’.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le frasi sono unite da congiunzioni e separate da brevi pause segnate con virgole, in genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nota:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*    Sono molto usate nel linguaggio parlato le  “FRASI A SCHEMA MINORITARIO" &lt;br /&gt;(ossia a schema abbreviato, perché s'intuiscono gli elementi sottintesi già precedentemente pronunciati o facilmente ricostruibili):… "pronto!…." - " al diavolo!…" - "povero me!" - (enunciati derivanti da trasformazioni esclamative di : ‘io sono pronto’….etc). Oppure: "Dove vai?" - "a Scuola !" (enunciati usati nelle risposte, ove si sottintendono gli elementi intuibili).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i titoli, i cartelli pubblicitari, le insegne sono "a schema minoritario": ‘più facile, sarà difficile’… ‘così bianco che più bianco non si può’… ‘chi vespa mangia le mele’. &lt;br /&gt;Così anche per enunciati emessi in momenti di fretta o di concitazione… "quella  sciagurata!!…" …"un serpente!…"… et cetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) COORDINAZIONE E SUBORDINAZIONE : Le frasi possono essere unite fra loro dunque dalle CONGIUNZIONI, per ‘polisindeto’ o da segni di punteggiatura, per ‘asindeto’. &lt;br /&gt;     Ad esempio:…’noi studiamo e voi giocate’; ‘noi studiamo. Voi giocate’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE CONGIUNZIONI (funzionali) COORDINANTI uniscono anche, oltre a frasi,  GRUPPI NOMINALI E PREPOSIZIONALI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio….: ‘ho incontrato Carlo e suo fratello’ … ‘ non ho visto né tuo padre né tua madre’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le congiunzioni COORDINANTI  o  COORDINATIVE  principali sono le: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Copulative….: e, anche, pure; né; neanche, neppure, nemmeno.&lt;br /&gt;- Disgiuntive…: o, oppure, ovvero.&lt;br /&gt;- Avversative…: ma, però, anzi, invece, pure, peraltro, tuttavia.&lt;br /&gt;- Dimostrative o dichiarative…..: cioè, infatti, difatti.&lt;br /&gt;- Conclusive…: dunque, pertanto, perciò, quindi, sicché.&lt;br /&gt;- Correlative…: e….e; sia…sia; tanto…. Quanto; così…. Come;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre ricordare che : queste congiunzioni uniscono solo frasi o proposizioni principali , quando uniscono delle frasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osserviamo ora quest'altra frase:  &lt;br /&gt;‘non uscimmo di casa per la pioggia’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il GRUPPO PREPOSIZIONALE  "per la pioggia" è un "subordinato", una ESPANSIONE che "arricchisce" il senso della enunciato-base:  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"( noi ) non uscimmo "&lt;br /&gt;“di casa "  è  complemento di  moto da luogo,  ‘espansione’  del verbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al posto dell'espansione "per la pioggia" possiamo immaginare una frase intera, che sarà  anch'essa in un &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAPPORTO DI SUBORDINAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rispetto all'enunciato - base (o centrale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso AVREMO UNA ESPANSIONE FORMATA NON DA UN SEMPLICE AVVERBIO o AGGETTIVO o GP,  MA DA UNA FRASE VERA E PROPRIA, che chiameremo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROPOSIZIONE SUBORDINATA  ( ESPANSIONE  frase )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La frase da cui dipende si chiamerà PROPOSIZIONE    &lt;br /&gt;    PRINCIPALE   o   reggente, o in qualunque altro modo equisemantico&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase   :    non uscimmo  di casa  per la pioggia…  &lt;br /&gt;(GRUPPO PREPOSIZIONALE  \  COMPLEMENTO DI CAUSA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diventa   :   non uscimmo  di casa  perché pioveva&lt;br /&gt;(ESPANSIONE  FRASE  CAUSALE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del GP (complemento)   "per la pioggia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                     Un altro esempio: …   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario    si alzò    nonostante la febbre&lt;br /&gt;         GN               ________________&lt;br /&gt;                                  N                V             ____GP ____&lt;br /&gt;                                                                                                         &lt;br /&gt;                                                                                                         &lt;br /&gt;                                                                                                       &lt;br /&gt;                                                                                             &lt;br /&gt;                                                                 GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il GP "nonostante la febbre" può essere sostituito con una frase SUBORDINATA,  previa l'aggiunta d'un   VERBO: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario si alzò, nonostante la febbre …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mario si alzò, sebbene avesse la febbre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARIO SI ALZO' : proposizione  principale \  frase semplice.&lt;br /&gt;SEBBENE AVESSE LA FEBBRE: proposizione subordinata alla principale  /  Concessiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il complesso della due frasi è una FRASE COMPLESSA  ( =  periodo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nota : &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le FRASI o PROPOSIZIONI SUBORDINATE sono introdotte da parole "invariabili", senza indicare morfematici di genere, numero, tempo, modo e persona, che chiamiamo&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONGIUNZIONI SOBORDINATIVE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (indicatori di funzione subordinata), in quanto subordinano una frase, indicano un suo rapporto di &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DIPENDENZA DA UN'ALTRA.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le principali congiunzioni subordinative sono:&lt;br /&gt;Finali……………...: affinché, acciocché, che, perché, per.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consecutive……….: tanto da, talmente da, tanto che, cosicché, sicché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casuali…………….: perché, giacché, che, siccome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Temporali……….…: quando, che, allorquando, finché, mentre, allorché,  &lt;br /&gt;                                     dacché.&lt;br /&gt;   ***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concessive…….…...: sebbene, nonostante, benché, quantunque, allorché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiarative………..: che, di.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interrogative e Dubitative: che, se, perché, quando, come.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modali……………..: come, siccome, quasi, comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccettuativa………..: fuorché&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comparativa……….: come, siccome, piuttosto che, più che, tanto che.&lt;br /&gt;                                                                &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     **&lt;br /&gt;*                                  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TERZA PARTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A.  LA PRODUZIONE LINGUISTICA:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1. LA FRASE E SUOI ELEMENTI: &lt;br /&gt;quali sono gli elementi  INDISPENSABILI per costruire  una  FRASE ? &lt;br /&gt;Non basta mettere delle parole "insieme" per comporre una frase. Risulta perciò evidente che NON sono frasi le seguenti successioni di parole: &lt;br /&gt;dico sette cani che lepri ricorrono le…zampino gatta la va tanto lascia lo ladro ci al che&lt;/strong&gt;… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PER COMPORRE UNA FRASE CHE ABBIA SENSO COMPIUTO O ALMENO VEROSIMILE, O CHE COMUNQUE "SIGNIFICHI QUALCOSA", ANCHE A LIVELLO FANTASIOSO E IMMAGIANARIO, DEBBO COMBINARE LE PAROLE IN UNA DETERMINATA REALAZIONE,  in un determinato ORDINE fra di loro, in modo che ne risulti un SENSO da un lato STILISTICAMENTE ACCETTABILE e dall’altro semanticamente e logicamente COMPRENSIBILE.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché si verifichi questa data condizione, è necessario che in una FRASE trovino posto ALMENO &lt;strong&gt;DUE ELEMENTI INDISPENSABILI&lt;/strong&gt;, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il  SOGGETTO  \  GN(1)  \  GRUPPO NOMINALE UNO  \  &lt;br /&gt;ed il  VERBO  \  GRUPPO VERBALE (predicato VERBALE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 .SOGGETTO E PREDICATO: per definire questi due elementi consideriamo le seguenti frasi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a.    Luigi e Maddalena hanno letto su una rivista una poesia interessante.&lt;br /&gt;b.   I poeti, che strane creature, ogni volta che parlano è una truffa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole sottolineate sono, per ordine di successione,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOGGETTO e  PREDICATO VERBALE.&lt;br /&gt;GN1 (Gruppo o sintagma nominale Uno e Verbo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del  SOGGETTO,  si è già detto che è quella parola qualsivoglia che indica il "protagonista" della frase: sia uomo, essere animato, cosa, concetto o altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PREDICATO è un'espressione VERBALE. &lt;br /&gt;Nella frase:  ‘a..’ è costituito dall'espressione "hanno letto". &lt;br /&gt;Nella : ‘b.’ da "parlano". &lt;br /&gt;La frase ‘b.’ (Francesco de Gregori - Le storie di ieri) contiene anche un  anacoluto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una trasformazione di :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ogni volta che i poeti parlano è una truffa:  &lt;br /&gt;quando i poeti parlano \  i pocti sono strane creature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pocti parlano - dicono parole / i poeti sono "strane creature"&lt;br /&gt;le parole (di proprietà - di invenzione) dei poeti sono una truffa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una FRASE COMPLESSA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa frase, invece:     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è una repubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verbo (VR) ESSERE  appare  UNITO ad un NOME.  &lt;br /&gt;Chiamiamo  l'espressione  " è una repubblica "  PREDICATO  NOMINALE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" E' ”  (classica  3^ Pers.Sing.pres.Ind. - voce del verbo essere )&lt;br /&gt;in questa frase qu è "copula",  ossia  "unione, legame” , senza un suo proprio e preciso significato o valore semantico&lt;br /&gt;(come i verbi, detti appunto servili, potere, dovere, volere etc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Una repubblica"  è il &lt;br /&gt;NOME DEL PREDICATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso sarebbe se dicessimo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'Italia  è bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' = copula; bella = nome del predicato. &lt;br /&gt;E' bella = predicato nominale, che  meglio dovremmo chiamare: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;modificante nominale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece dico: &lt;br /&gt;l'Italia è "in crisi", uso il verbo ESSERE con il significato di trovarsi , essere situato/a: &lt;br /&gt;l'Italia si trova in una seria crisi economica&lt;br /&gt;Quindi il VERBO ESSERE può essere "copula" e reggere un predicato nominale, oppure verbo con il senso di  "esistere, trovarsi, esser situato, situata",  e di conseguenza unirsi ad un  GP  (complemento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il soggetto, quindi, è l'elemento che esprime la persona, il concetto, &lt;br /&gt;la cosa messa in risalto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella frase attiva spesso indica chi "compie" un'azione : Luigi legge. &lt;br /&gt;Ma non sempre: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi prese il raffreddore&lt;br /&gt; o:&lt;br /&gt;Matteo non partì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi e Matteo, più che agire in senso prorpio,  subiscono, vivono uno stato o un evento dinamico e non compiono una azione consapevole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella frase passiva il soggetto finisce col subire l'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio:  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catullo fu abbandonato da Lesbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nella frase: &lt;br /&gt;Euridice fu rimpianta da Orfeo ….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano grammaticale dice come "Euridice" subisca, mentre il senso ci fa intendere come Orfeo agisca spinto dalla costrizione e dal dolore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi per la "grammatica" in sé e per sé sono corrette ambedue le seguenti frasi:  &lt;br /&gt;a.  l’uomo paziente mangia la cicoria&lt;br /&gt;    b.  l'agnello feroce mangia il lupo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… Però per la frase: &lt;br /&gt;a. siamo nella "normalità", mentre per la frase: &lt;br /&gt;b. b. siamo sul piano dell'irreale, dell'incredibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         **&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;              &lt;br /&gt;Sono i piani del realismo e dell'assurdo,&lt;br /&gt;dell'eccezionale e del quotidiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi nelle definizioni, ma anche ordinariamente in qualsiasi sede,  non dobbiamo mai confondere involontariamente e senza un motivo valido  il "senso" con lo "stile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   **&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;    Il soggetto  (la parola in primo piano, " protagonista contestuale ")  può essere accompagnato dal predicato nominale, in questo caso gli si attribuisce una qualità, uno stato particolare d'essere e di esistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;                 * *             &lt;br /&gt;Il predicato ha la funzione di dire,&lt;br /&gt;    di enunciare qualcosa del soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) STRUTTURA DELLA FRASE: vediamo ora di individuare la STRUTTURA della FRASE, cioè di verificare la come nella frase SI RISPECCHI IL MODO PROPRIO CON CUI IL PENSIERO SI ORGANIZZA E SI OBIETTIVA NEL FATTO DEL LINGUAGGIO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)     Esaminiamo la frase:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;strong&gt;     il gatto di Luigi è bello.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella "struttura della frase" si può scoprire qualcosa che va al di là di una semplice successione di parole. &lt;br /&gt;Nel contesto del discorso le parole sono prodotte a gruppi di due, tre, quattro, e più. &lt;br /&gt;Fra questi gruppi esiste un legame particolare, determinato nel SENSO che VOGLIAMO dare alla frase. &lt;br /&gt;Questi gruppi che si formano spontaneamente nella nostra mente e che sono collegati del SENSO sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"il gatto " - “di Luigi"  - “è bello”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti l' ARTICOLO (DETERMINANTE GRAMMATICALE) si riferisce come un dito puntato alla parola  - "gatto". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La PREPOSIZIONE (INDICATORE DI FUNZIONE) "di" è legata al nome "Luigi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il verbo (qui: copula) si lega all'aggettivo (DETERMINANTE LESSICALE o "modificante") "bello", formando un PREDICATO NOMINALE o modificante nominale (=VERBO ESSERE ((copula)) + nome del predicato ((nominale/determinante lessicale)) In definitiva il ‘predicato nominale’ può essere chiamato anche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gruppo verbale modificante    …   oppure  &lt;br /&gt;modificante nominale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono indicare i rapporti di dipendenza con questo sistema:               &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                          il   gatto                di   Luigi                   è    bello&lt;br /&gt;                                                                  &lt;br /&gt;                                                   &lt;br /&gt;                              GN                         GP                          GMN&lt;br /&gt;                                                                    &lt;br /&gt;                                                               &lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                   GN (+GP) + GV&lt;br /&gt;                                                                               &lt;br /&gt;                                                                        &lt;br /&gt;                                                           &lt;br /&gt;                                                              Fs        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questi GRUPPI DI PAROLE  collegate dal SENSO  si chiamano GRUPPI o  SINTAGMI.  &lt;br /&gt;I  sintagmi nominale e preposizionale  - "il gatto" - "di Luigi" - sono collegati fra loro formando un sintagma PIU' GRANDE: "il gatto di Luigi" (GN+GP). Inoltre il sintagma o ‘gruppo verbale modificante nominale’ "è bello" si lega al grande sintagma (o GN+GP) "il gatto di Luigi", formando un unico blocco, cioè una frase. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo a questo punto stabilire di chiamare il sintagma più grande "il gatto di Luigi" GRUPPO NOMINALE (GN), in quanto le parole che lo compongono ruotano intorno al nome "  gatto  ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sintagma verbale può indicarsi come gruppo verbale (GV), perché è costituito da una forma verbale , a cui si può aggiungere un elemento nominale. &lt;br /&gt;Una FRASE è quindi   composta da un GN e da un GV, come si può vedere dalla seguente formula: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fs = GN + GV  = Fs = frase semplice&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4) STRUTTURA DEL PERIODO: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;    Esaminiamo ora quell' insieme di frasi  che è il periodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Scriviamo un periodo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; " Una volta,  allorchè da studente cambiai di alloggio,  dovetti far tappezzare &lt;br /&gt;    a mie spese le pareti della stanza perché le avevo coperte di date "      &lt;br /&gt;( Italo  Svevo )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un periodo è composto di proposizioni (tutte contraddistinte da un soggettetto e da un predicato) fra loro collegate e che quindi, per intenderne la STRUTTURA, deve essere selezionato nelle varie proposizioni (o FRASI) che lo costituiscono..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste proposizioni non sono tutte dello stesso valore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune sono autonome, nel loro significato ( le  principali )  e le altre sono dipendenti da quella autonoma, perché da sole non hanno  un senso compiuto si chiamano anche &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;secondarie, oppure dipendenti o anche subordinate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dipendenti del periodo preso in esame sono: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"allorché da studente cambiai alloggio"&lt;br /&gt;                                    …   e&lt;br /&gt;"perché le avevo coperte di date".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La principale che esprime il fatto centrale ed è il centro del periodo, ha significato autonomo. Essa è "Una volta dovetti far tappezzare a mie spese le pareti della stanza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto a questa le due proposizioni secondarie sono delle ESPANSIONI,  perché esprimono FATTI COLLATERALI E SECONDARI, in qualche modo connessi con il fatto o la sitazione idealmente posti in posizione centrale, espresso dalla principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel periodo quindi, oltre che nella frase, esiste una struttura ordinata, per cui le frasi sono ordinate e collegate fra loro da rapporti di dipendenza "sintattica". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SINTASSI appunto si chiama lo studio delle relazioni che le parole hanno nella frase. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La SINTASSI DEL PERIODO studia i rapporti e le relazioni fra proposizioni principali e secondarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Schema esplicativo:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRINCIPALE &lt;br /&gt;Una volta dovetti far tappezzare a mie spese le pareti della stanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;allorché da studente cambiai  d’alloggio &lt;br /&gt;= proposizione espansione frase  secondaria  temporale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché le avevo coperte di date&lt;br /&gt; = proposizione espansione frase secondaria causale&lt;br /&gt;                                                                                       &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nota:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;le SECONDARIE ( o DIPENDENTI, o SUBORDINATE ) sono ESPANSIONI introdotte da CONGIUNZIONI SUBORDINATE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;6) IL VALORE E LA FUNZIONE DELLE PAROLE: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ paradossalmente arduo dare una definizione di quel che chiamiamo ‘parola‘. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe dire che è quell' insieme di suoni legati fra loro dal SENSO  &lt;br /&gt;           complessivo  e dalla FUNZIONE che hanno nel contesto  del  discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio la parola MELA è costituita dalla sequenza dei fonemi (lettere dell'alfabeto come si pronunziano): ‘ m - e - l – a ’ .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi suoni, pronunciati in questo ordine, indicano quel particolare frutto così chiamato: ne sono, insomma, il SIGNIFICANTE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  "FONEMA" è l'unità minima fonetica, cioè ogni singolo suono di una lingua, indicato con determinate "lettere" (grafemi, dal greco = scrivo). &lt;br /&gt;Ogni lingua alfabetica ha dei fonemi e dei grafemi particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono parole che hanno un senso compiuto e altre che servono solo per indicare una FUNZIONE, ossia i rapporti fra le varie "parole" (MONEMI), come dei semplici cartellini segnaletici che suggeriscono al lettore un certo ' modo ' per interpretare le parole che seguono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo l'articolo (DETERMINANTE GRAMMATICALE) ‘ il  '. &lt;br /&gt;Si tratta di una parola senza un senso preciso.&lt;br /&gt;Serve solo ad indicare e DETERMINARE  la parola che segue. Quando dico 'il giardino', la paroletta 'il' serve per farci intendere che ‘il’ --GIARDINO-- da essa indicato non è ' un qualunque giardino', ma uno certo, determinato, distinto da altri.&lt;br /&gt;E' diverso dire 'il giardino del sultano' da … "ho visto un bel giardino".&lt;br /&gt;In questa ultima frase si vuole indicare in modo 'indeterminato' e vago 'un' giardino, perciò si usa il determinante   " UN " (articolo ‘indeterminativo’).  Queste 'parolette', e cioè gli 'articoli' (determinanti grammaticali) servono per indirizzare genericamente il SENSO di un'altra parola, restringendo o allargando il 'campo semantico e  logico' di un termine .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consideriamo ora la seguente frase: &lt;br /&gt; ‘l'automobile di Anna Maria è nuova’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La paroletta  'di'  indica un rapporto di appartenenza, in particolare l'appartenenza dell'automobile, che è  'di Anna Maria'. &lt;br /&gt;Questa paroletta indica una FUNZIONE : 'Anna Maria' è in funzione di 'automobile.&lt;br /&gt;Le PREPOSIZIONI perciò sono dette FUNZIONALI  (o INDICATORI DI FUNZIONE).&lt;br /&gt;Si è già osservato che ad un Gruppo Preposizionale (ESPANSIONE \ 'complemento') corrisponde, fatta la dovuta trasformazione, a  una  FRASE SUBORDINATA.&lt;br /&gt;Le FRASI SUBORDINATE sono introdotte da CONGIUNZIONI SUBORDINANTI. &lt;br /&gt;Le congiunzioni, quindi, sono anch'esse  INDICATORI DI FUNZIONE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio:        &lt;br /&gt;non riuscii a scrivere la poesia   ………   per mancanza d'ispirazione&lt;br /&gt;             proposizione principale                               espansione causale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   non riuscii a scrivere la poesia  ……   perché mi mancava l'ispirazione&lt;br /&gt;             proposizione principale                                    frase espansione causale  &lt;br /&gt;                                                                                                     subordinata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo caso si ha una  FRASE SEMPLICE. &lt;br /&gt;Nel secondo una FRASE COMPLESSA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRASE COMPLESSA= Fs (PRINCIPALE)  + X =SUBORDINATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unione tra Fs e X è resa possibile dal  &lt;br /&gt;FUNZIONALE  (CONGIUNZIONE SUBORDINATIVA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le  CONGIUNZIONI COORDINATIVE  uniscono frasi semplici tra loro, formando  FARSI COMPOSTE.&lt;br /&gt;Ad esempio:  &lt;br /&gt;  Luigi parla +&lt;br /&gt;Luigi cammina=&lt;br /&gt;Luigi parla e cammina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRASE COMPOSTA= Fs +  Fs   ( + Fs…..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono altre parole, poi, che hanno un  SENSO AUTONOMO,  come: albero, cielo, strada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi monemi indicano un oggetto reale, una persona o un'idea astratta, un concetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di NOMI e sostantivi.     &lt;br /&gt;Possiamo  chiamarli   NOMINALI .    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I   'PRONOMI'    possono   'sostituirli'.   &lt;br /&gt;Sono anch’essi dei NOMINALI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio:  &lt;br /&gt;Catullo vide Clodia e la salutò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli AGGETTIVI sono monemi che si aggiungono ai NOMINALI (NOMI) per precisarne il SENSO. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono DETERMINATI LESSICALI, o LESSEMI MODIFICANTI  in quanto apportano una modifica, una precisazione ad un nominale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cielo può essere coperto, nuvoloso, celeste, arancione, 'azzurro', lontano…. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono anche delle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESPANSIONI,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come i 'complementi' , perché dirigono, fanno 'espandere' in una direzione il senso d'un nominale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un cane può essere ‘bello, feroce,  mansueto’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può anche essere …: ‘di tipo belga, di Mario, da guardia' …. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Classificando le parole in base al loro valore e alla loro 'funzione' si è giunti a considerare le cosiddette PARTI DEL DISCORSO, che, per accennarle soltanto, sono le seguenti:      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ARTICOLO  = NOME = PRONOME = AGGETTIVO = VERBO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… parti variabili, in quanto al LESSEMA (TEMA - RADICE) possiamo aggiungere dei MORFEMI (prefissi e suffissi) determinando ' genere, numero, tempo e modo', come ad una 'base' stereofonica possiamo aggiungere diversi accessori per ottenere sofisticati 'effetti'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;** &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AVVERBIO = PREPOSIZIONE = CONGIUNZIONE   INTERIEZIONE &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…  parti invariabili, perché non sono ' modificabili' con aggiunte di prefissi e suffissi.&lt;br /&gt;Possono, al massimo, agglutinarsi - o fondersi - con un'altra parola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio: &lt;br /&gt;DETERMINANTE.+ FUNZIONE.GRAMMATICALE.= DETERMINANTE FUNZIONALE - DI + IL = DEL …. Le PARTI VARIABILI sono suscettibili, quindi, di 'modificazioni '. &lt;br /&gt;In tal caso si parla di FLESSIONE per AGGETTIVI , NOMI , PRONOMI , e ARTICOLI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i VERBI si parla di CONIUGAZIONE .&lt;br /&gt;NOME : &lt;br /&gt;a.  – nome -lup-o (sing. M.)- lup-a (sing. F.) - lup-i (pl. M.) - lup-e (pl. F.):&lt;br /&gt;b. – aggettivo - buon-o (sing. M.) - buon-a (sing. F.) - buon-i (pl. M.) - buon-e  &lt;br /&gt;       (pl. F.). &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;c. – verbo :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  pronome &lt;br /&gt;singolare &lt;br /&gt;  pronome &lt;br /&gt;Plurale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IO CANT- O NOI CANT- ATE&lt;br /&gt;TU CANT- I  VOI CANT- IAMO&lt;br /&gt;EGLI  CANT- A  ESSI CANT-ANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 ) INVERSIONE  DELLA  FRASE : &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la frase  "il treno arriva"  può presentarsi anche nella forma&lt;br /&gt;arriva il treno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo allora che la frase ha subito una&lt;br /&gt;                                                                                                           &lt;br /&gt;TRASFORMAZIONE INVERSIONE (T.inv.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nuova 'struttura' (disposizione delle parole)&lt;br /&gt;si ottiene ponendo il SOGGETTO dopo il predicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                  &lt;br /&gt; Es. a)     cadono le foglie       (GV + GN) / da : le foglie cadono     (GN + GV).&lt;br /&gt; Es. b)     è arrivato mio zio    (GV + GN) / da : mio zio è arrivato   (GN + GV).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa struttura, che è meglio usare solo se nelle frasi è presente solo il GNI (soggetto), a mano che non si usi un ANACOLUTO (come prima detto), è FREQUENTE NELLE FRASI  INTERROGATIVE . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio …. : è necessaria questa spesa ? (GV + GN). …. &lt;br /&gt;La struttura 'normale' (GN + GV) è detta 'DIRETTA'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;strong&gt;  6.      LA COORDINAZIONE :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) &lt;strong&gt;LA 'SOMMA' DELLE FRASI&lt;/strong&gt;: si pensi ad un periodo di questo tipo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucio studia.&lt;br /&gt;Lucio è diligente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sommando le due frasi ELIMINIAMO LA RIPETIZIONE DEL SOGGETTO ed otteniamo una FRASE COMPOSTA: …. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucio studia ed è diligente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo COORDINATO le due  FRASI o  PROPOSIZIONI PRINCIPALI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamiamo …. PRINCIPALI  le due frasi perché possono essere separate da una forte pausa (' punto' o 'punti e virgola') e quindi sono AUTONOME. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La congiunzione che coordina le due frasi è la  ‘ e ‘ ,   che fa parte delle CONGIUNZIONI COORDINATIVE .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)   &lt;strong&gt;SI TENGA PRESENTE IL SEGUENTE SPECCHIETTO:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) FRASE SEMPLICE  …. :&lt;br /&gt;GN + GV=(D+N) + V +(GN2) =&lt;br /&gt;D + N + V + D + N&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;b) FRASE COMPOSTA :&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;SOMMA PER COORDINAZIONE DI &lt;br /&gt;DUE O PIÙ' FRASI SEMPLICI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;= Fs+Fs = (GN + GV)  +  ….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;c) FRASE COMPLESSA: &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;unione di una \ o più \ Fs 'principale\i' con una \ o più \ 'subordinata\e'. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unione avviene per mezzo di&lt;br /&gt;FUNZIONALI  SUBORDINANTI&lt;br /&gt;o  CONGIUNZIONI SUBORDINATIVE   =  Fs + X (+ X + …. ) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;strong&gt; X   è il simbolo  della  espansione frase subordinata o dipendente&lt;br /&gt;           &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     - Catullo scrive poesie  ……………………….  FRASE SEMPLICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         -  Catullo è un poeta   …………………………  FRASE SEMPLICE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                       &lt;br /&gt;- Catullo scrive poesie ed è un poeta  …………..  FRASE COMPOSTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;      -  Catullo è un poeta e scrive poesie  ……….…..  FRASE COMPOSTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;      -  Catullo scrive poesie perché è un poeta ……  FRASE COMPLESSA&lt;br /&gt;                       &lt;br /&gt;- Catullo è un poeta perché scrive poesie  …... FRASE COMPLESSA  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt; Così sono complesse le frasi del tipo … &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catullo è un poeta quando \ se  scrive poesie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      =     una proposizione  principale  unita ad una subordinata  da una   &lt;br /&gt;             congiunzione  ( funzionale)  subordinativa .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le FRASI COMPOSTE e COMPLESSE hanno ALMENO DUE  PREDICATI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         Es. a) Paul e John cantano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             Es. b) Paul scrive le parole e John compone la musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SOLO la SECONDA FRASE è' COMPOSTA, perché HA DUE PREDICATI (VERBALI, in questo caso). La prima frase è SEMPLICE perché LA CONGIUNZIONE unisce non DUE FRASI ma DUE NOMI. Il verbo della frase è uno ("cantano"), quindi la FRASE è UNA SOLA. &lt;br /&gt;Sarebbe una frase SEMPLICE ANCHE SE DICESSIMO: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul, cantante dei beatles, e John, appartenente allo stesso "gruppo", cantano? &lt;br /&gt;"Cantante" è participio presente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come "appartenente". &lt;br /&gt;Quindi le due ESPANSIONI FRASI in cui si trovano i participi  possono considerarsi RELATIVI (cantante = che canta - appartenete = che appartiene). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase, invece: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paul giovane di Liverpool, e John, suo concittadino, cantano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- è SEMPLICE, perché "giovane" e "concittadino" sono due ESPANSIONI che fungono da apposizione/attributo. &lt;br /&gt;Non sono verbi. &lt;br /&gt;Quindi, le ESPANSIONI rendono complessa la frase solo se sono a loro volta dei VERBALI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cantante" e "appartenente" possono anche essere considerati "participi sostantivati". In questo caso, sarebbe SEMPLICE ANCHE LA PRIMA FRASE ANALIZZATA. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il fatto che almeno uno dei due participi possa essere "trasformato" ci consiglia di considerarla COMPLESSA.         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)                               &lt;br /&gt;                                   GLI   " ALBERI " o  STEMMI&lt;br /&gt;(PHRASE MARKERS = INDICATORI DI FRASE) :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esaminiamo queste due frasi.&lt;br /&gt;a)  Paolo e Maria leggono (GN + GN + GV) = Fs (frase semplice)&lt;br /&gt;b) Marco studia ed è diligente (GN + GV + GV) (il 2° GV è V Aus. + P. vo  &lt;br /&gt;(“Predicativo = Nome del Predicato”)&lt;br /&gt;= *’predicato nominale’) = Frase composta.                                                    &lt;br /&gt;Schema n. 6           &lt;br /&gt;            _________________Frase semplice  (a)&lt;br /&gt;             &lt;br /&gt;                             GN                                                GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;                        N              F         N                         V  &lt;br /&gt;                     Paolo           e         Maria                leggono    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     _________________ Frase composta (b )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                 GN                                                                  GV&lt;br /&gt;                                                  N                                                                                                                     &lt;br /&gt;                                                                                                                         G V2                                                                                                                                              &lt;br /&gt;                                                 &lt;br /&gt;                                                                                                                             &lt;br /&gt;                                                              &lt;br /&gt;                                                                                           V                    F         V   determinante o&lt;br /&gt;                                                                                                                                                   &lt;br /&gt;                                                                                                                modificante nominale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                         Marco                   studia                  ed         è            diligente  &lt;br /&gt;Nella frase (b) analizzata nel phraso marker (= indicatore di frase, perché rende visibile la struttura delle frasi e i rapporti logici grammaticali intercorrenti fra le "parole" ) il GV contiene due verbi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un Predicato Verbale propriamente detto e un Determinante  (o Modificante)  Nominale, come si propone di denominarlo, chiamato anche ‘predicato nominale’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella frase (a) la congiunzione (F=funzionale)  ‘  e  ’  lega due NOMI, che formano così un soggetto unico, composto.&lt;br /&gt;Nella frase (b) la congiunzione  ‘ e ’  lega due VERBI, quindi potenzialmente due FRASI,  poiché due verbi indicano la presenza di due frasi, coordinate fra loro: risulta un verbo unico, ma COMPOSTO e DOPPIO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)    LA SUBORDINAZIONE: la  FRASE COMPLESSA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osserviamo il seguente enunciato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre osservavo le stelle, non mi accorgevo di un gruppo di amici che passava .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una frase complessa,  formata da tre enunciati, fusi o uniti tra loro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      -    Mentre osservavo le stelle&lt;br /&gt;      -    Non mi accorgevo di un gruppo di amici&lt;br /&gt;      -    che passava&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I  concetti espressi dai tre enunciati sono collegati fra loro. Diciamo dunque che in una frase COMPLESSA ogni enunciato è rappresentato e sostenuto dal verbo, così che nel su interno l’insieme degli enunciati si relazioni in un rapporto di subordinazione alla frase principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La PREPOSIZIONE PRINCIPALE è detta anche "Reggente" perché è NECESSARIA per la completezza della frase intera. La SUBORDINATA è detta anche "Dipendente", perché si appoggia alla principale o da essa dipende (è una sua ESPANSIONE FRASE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se infatti dicessimo: &lt;br /&gt;mentre osservavo le stelle  &lt;br /&gt;(Espansione Frase Temporale), &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fermandoci qui, non avremmo una frase di senso compiuto: si tratta di una frase subordinata che si "appoggia" alla principale e la colloca in un determinato spazio temporale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Frase Principale (che se fosse sola sarebbe una Frase Semplice) è: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non mi accorgevo di un gruppo di amici …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa Frase Semplice (da sola) ha un SENSO COMPIUTO , e potrebbe stare anche da sola , senza l'altra ESPANSIONE FRASE che l'accompagna e l'arricchisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RAPPORTO DI SUBORDINAZIONE è stabilito da INDICATORI DI FUNZIONE GRAMMATICALE (congiunzioni subordinate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le CONGIUNZIONI SUBORDINATIVE, come si è già accennato, hanno quindi una funzione diversa da quelle COORDINATIVE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dico, infatti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;piove         -      e     -         sono triste&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I due concetti  formano una FRASE COMPOSTA. ……Se dico, invece……&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono triste                - perché-                         piove&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due enunciati  formano una FRASE COMPLESSA, perché l'enunciato "perché  piove" dipende dall'enunciato sono triste  : è una ESPANSIONE, una ESPANSIONE FRASE, una proposizione subordinata (x) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Indicatore di funzione che unisce questi due enunciati è, quindi, un SUBORDINATORE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo due enunciati:  cammino….   sto bene….&lt;br /&gt;Posso coordinare i due enunciati:    …cammino  e   sto bene…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Formando così una frase composta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso inoltre, introducendo un subordinatore,  formare una &lt;br /&gt;FRASE COMPLESSA, &lt;br /&gt;in cui un enunciato (frase, proposizione) dipenda dall'altro in rapporti diversi (di fine, di causa, di tempo, etc…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- cammino per stare bene/ mangio affinché stia bene/ mangio perché sto bene/   mangio quando sto bene….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE FRASI SUBORDINATE, QUINDI, INTRODUCONO UN'IDEA CHE CONDIZIONA ARRICCHISCE, SPIEGA QUELLA DELLA FRASE PRINCIPALE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schema n. 7                                         &lt;strong&gt;   FRASE COMPLESSA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Fs = PRINCIPALE o reggente&lt;br /&gt;        FRASE  X = ESPANSIONE &lt;br /&gt;            FRASE SUBORDINATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                 &lt;br /&gt;                    GN     F         GV&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                                                                                     GN                       V             &lt;br /&gt;         N&lt;br /&gt;V&lt;br /&gt;                                                                                          V&lt;br /&gt;(io)                               leggo                affinché                    (io)            impari &lt;br /&gt;   “                                     “                    per                              “              imparare    &lt;br /&gt;  frase espansione finale_________________________&lt;br /&gt;  “                                leggo                   perché                         “              imparo                                      &lt;br /&gt;  “                                    “                      giacché                        “                    “&lt;br /&gt;  “                                    “                      siccome                       “                    “&lt;br /&gt;  frase espansione causale________________________&lt;br /&gt;  “                                    “                      quando                        “              imparo&lt;br /&gt;  “                                    “                      finché                          “                 “      \ i&lt;br /&gt;  frase espansione temporale______________________&lt;br /&gt;  “                                    “                     tanto \ così da              “              imparare&lt;br /&gt;  “                                    “                     in modo tale che          “               impari&lt;br /&gt;  frase espansione consecutiva____________________&lt;br /&gt;  “                                   “                       se                                  “              imparo&lt;br /&gt;  “                                   “                       a patto che                    “              impari&lt;br /&gt;  frase espansione condizionale___________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamando  ‘X’  la frase espansione condizionale possiamo scrivere la seguente formula:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frase complessa =GN+GV+X(+X+X…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nota:   &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      la  ‘frase espansione‘  può essere  implicita  se ha il verbo all’infinito, al participio o al gerundio, esplicita se ha invece il verbo all’indicativo, al congiuntivo o al condizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SINTASSI DEL PERIODO: &lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; LA   FRASE SEMPLICE   (Fs)  può essere rappresentata con la formula :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fs = GN + G V&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Il GN è un insieme di parole che si appoggiano alla ‘parola centro’, a quella che indica il ‘protagonista’ della frase, il ‘soggetto’, mentre il GV è un insieme di parole che dipendono dal verbo. &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Per esempio:&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;                  il cappotto     di  Antonino                      è   molto bello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        GN                 ESP                  V +Modificante Nominale&lt;br /&gt;                                    GN                                                 GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;FRASE COMPLESSA&lt;/strong&gt; è invece costituita da un enunciato principale e da uno dipendente (o subordinato), che rappresenteremo con una ' X '.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetiamo la 'formula' della F. COMPLESSA  =  Fs + X.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricaviamone una frase complessa:&lt;br /&gt;       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;. . . .   il portiere si lanciò sull'avversario    per fermarlo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F complessa … …  =  (  Fs    )       +      ( . .  X  )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GN = il portiere               &lt;br /&gt;GV = si lanciò sull'avversario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fs = GN + GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fermarlo:  frase espansione finale implicita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_  per = indicatore di funzione&lt;br /&gt;_  fermare = verbale&lt;br /&gt;_  lo = (quello) = GN = nominale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;         . . . . . e ancora:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• oggi non esco perché piove.&lt;br /&gt;_  io = GN&lt;br /&gt;_  oggi non esco = X (frase principale negativa)&lt;br /&gt;_  perché piove = espansione frase causale esplicita (subordinata)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: la SUBORDINATA può anche trovarsi prima della principale:&lt;br /&gt;                        . . .  quando piove, mi sento triste . . . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                Frase complessa = X + GN + GV  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;   **&lt;br /&gt;*  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Talora la  FRASE ESPANSIONE SUBORDINATA  &lt;br /&gt;si trova inserita fra GN e GV:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;               &lt;br /&gt;. . . l'attore, per essere più chiaro, ripeté la battuta . . .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                    &lt;br /&gt;F. compl. = GN + X + GV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                      &lt;br /&gt;  &lt;strong&gt; RIASSUMENDO :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo tre tipi fondamentali di frase:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a)  frase semplice: è detta anche 'indipendente', perché ha senso compiuto&lt;br /&gt;                                            Fs = GN + GV = . . . Luigi legge . . .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b)   frase composta: è formata da più frasi semplici fra loro coordinate.&lt;br /&gt;        Fc = GN + GV + FUNZ. + GN + GV = . . . Luigi scrive e legge . . .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) frase complessa: è formata da una proposizione principale (Fs) e &lt;br /&gt;              da una  espansione frase   ( proposizione subordinata ).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;   Fc = GN + GV + X = . . . Mara legge il giornale mentre Luigi dipinge . . .&lt;br /&gt;   Fc = X + GN + GV = . . . Mentre Luigi dipinge, Mara legge il giornale . . .&lt;br /&gt;   Fc = GN + X + GV = . . . Mara, mentre Luigi dipinge, legge il giornale . . .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I  tipi più frequenti di  SUBORDINATE &lt;br /&gt;(FRASE ESPANSIONE)&lt;br /&gt; sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRASE  ESPANSIONE  SOGGETTIVA,  FINALE, CAUSALE,, CONCESSIVA, TEMPORALE,   INTERROGATIVA,   CONSECUTIVA,  CONDIZIONALE,      COMPARATIVA,   RELATIVA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere la FRASE ESPANSIONE SUBORDINATA  prende il nome dalla congiunzione indicatore di funzione (FUNZIONALE ) che la introduce.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**&lt;br /&gt;*     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;LE TRASFORMAZIONI :&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... scriviamo una frase semplice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... Gli uomini amano la giustizia ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È' una frase "DICHIARATIVA". &lt;br /&gt;Enuncia un fatto che può essere o non essere vero e tuttavia viene presentato come un dato di fatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa FRASE BASE, frase di partenza, possiamo applicare le seguenti TRASFORMAZIONI: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; * DICHIARATIVA o ESPOSITIVA&lt;br /&gt;                                                               INTERROGATIVA          (NEGATIVA)&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;                                                                   ESCLAMATIVA            (PASSIVA)&lt;br /&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                                      IMPERATIVA            (ENFATICA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo specchietto indica che posso rendere la frase base: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; * Interrogativa: Gli uomini amano la giustizia?&lt;br /&gt; *  Esclamativa: Gli uomini amano la giustizia!&lt;br /&gt; * Imperativa: Gli uomini amino la giustizia!- Uomini! Amate la giustizia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuna di queste "trasformazioni" può essere resa: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  **  negativa: &lt;br /&gt;      ***  Gli uomini non amano la giustizia.&lt;br /&gt;   (Forse che ) gli uomini non amano la giustizia?&lt;br /&gt;   gli uomini non amano la giustizia!&lt;br /&gt;   gli uomini non amino la giustizia! (uomini! Non amate la  &lt;br /&gt;              giustizia!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                  …  ***   passiva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  ***   la giustizia non è amata (oppure: è amata) dagli uomini &lt;br /&gt;   (forse che) la giustizia è amata (o: non è amata) dagli uomini ?&lt;br /&gt;   La giustizia non (o: è) è amata dagli uomini !&lt;br /&gt;   La giustizia non sia (o: sia) amata dagli uomini !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                  …. ***  enfatica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****     la giustizia, gli uomini la amano ( o: non la amano )&lt;br /&gt;      la giustizia, la amano gli uomini? ( o: non la amano gli uomini?)&lt;br /&gt;       la giustizia, gli uomini non la amano! (o:la amano!)&lt;br /&gt;      la giustizia, la (o:non la) amino gli uomini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ****&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Quindi le trasformazioni  ‘interrogativa, esclamativa e imperativa’  operano su di una frase\base dichiarativa.  A queste poi si aggiungono, con innumerevoli combinazioni possibili, le trasformazioni ‘negativa, passiva e enfatica’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; §      &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt; &lt;strong&gt; ***    &lt;br /&gt;              Grosseto, gennaio / marzo 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              Febbraio 2009 _____    &lt;/strong&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                    &lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=gramkartaut&amp;meta=&amp;aq=f&amp;oq="&gt;Gennaro di Jacovo&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;§§&lt;br /&gt;§&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1952815582506517090-1170052598087581069?l=bibliotekargos.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://bibliotekargos.blogspot.com/feeds/1170052598087581069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1952815582506517090&amp;postID=1170052598087581069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1952815582506517090/posts/default/1170052598087581069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1952815582506517090/posts/default/1170052598087581069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bibliotekargos.blogspot.com/2009/05/ekogramm-ecologia-grammaticale.html' title='&lt;strong&gt; &lt;a href=&quot;http://donapaideia.blogspot.com&quot;&gt;ekogramm@ ecologia grammaticale &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;'/><author><name>Gennaro di Jacovo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14270593643206276787</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='33' height='18' src='http://2.bp.blogspot.com/-VtkMFpAAo3s/Ttj-0jzhF4I/AAAAAAAADJE/ltROXUj8Z4U/s220/Germani.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9QEgFcut4hA/SZ8Q9xgX-qI/AAAAAAAACZo/xSOj3uYfd1E/s72-c/paper_etto.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
